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Dic 0522

Interview - Involuzioni in salsa iberica

Pubblicato da Domenico Naso alle 12:22 in Interview


Flag_1 La Spagna di Zapatero è una delle realtà più controverse dell'Europa di oggi. Una Spagna che, dopo il miracolo economico senza precedenti dei governi Aznar, ha cambiato decisamente rotta, rischiando di tornare di nuovo indietro.
Ne parliamo con Enzo Reale, collaboratore della rivista Ideazione, profondo conoscitore della realtà spagnola, titolare di ben tre blog:
1972 e due su Blogosfere (Cina e dintorni e Dossier Pyongyang).

Da fanalino di coda dell'Europa a 12 a motore di sviluppo della nuova Unione a 25. Il miracolo economico spagnolo è tutto merito di Aznar? Cosa ha fatto l'ex premier del PP per permettere un decollo impensabile fino a qualche anno fa?


Ha semplicemente capito che bisognava lasciar fare. Lo sviluppo economico spagnolo iniziò già nell'ultima tappa del franchismo e si consolidò negli anni della transizione. L'esperienza socialista di Felipe González fu caratterizzata da interventismo e corruzione (soprattutto nella fase finale). Aznar ebbe il merito di favorire il decollo del sistema-Spagna: riduzione delle tasse, risanamento delle finanze pubbliche e di conseguenza aumento costante del Pil e diminuzione spettacolare del tasso di disoccupazione. Un ricetta semplice perché liberale, di cui oggi continuano a sentirsi i benefici.

Secondo te gli attentati dell'11 marzo 2004 sono stati davvero determinanti per la vittoria elettorale di Zapatero? Il governo popolare ha sbagliato qualcosa in quei giorni drammatici?


Lo sono stati nel senso che hanno dato ai socialisti (complice un linciaggio mediatico anti-PP senza precedenti su giornali, televisioni e radio) la spinta decisiva per un sorpasso che tutti consideravano estremamente improbabile alla vigilia.
Il governo popolare non ha saputo reagire all'attacco politico e mediatico con la necessaria sicurezza: si è lasciato travolgere senza riuscire a far valere le proprie ragioni (e ne aveva). Un problema di comunicazione che è sempre stato il principale tallone d'Achille di Aznar.

Il ritiro immediato di Zapatero dall'Iraq ha provocato molte critiche. La politica estera spagnola è tornata indietro, preferendo accordi con Chavez e Castro rispetto ad un alleanza organica con gli Stati Uniti. Quale scenario futuro è possibile prevedere per le relazioni internazionali di Madrid?


Zapatero_2 Finché Zapatero governerà, la linea non cambierà. Demagogia, retorica terzomondista, improvvisazione domineranno la scena. Iran, Marocco, Venezuela, prossimamente Bolivia: questi sono i pilastri dell'alleanza di civiltà, il giocattolo di Zapatero. Da attore internazionale rispettato a burattino di affermati e aspiranti dittatori: il declino della politica estera spagnola in meno di due anni di zapaterismo dovrà essere un giorno studiato come un caso patologico.

L'ETA è tornata a colpire il giorno della Costituzione. E' il fallimento delle trattative "accomodanti" di Zapatero? Come si può uscire dignitosamente dal pantano basco senza svendere la ragione di Stato?


Eus_1 In realtà ETA non ha mai smesso di colpire, anche se Zapatero non condanna più gli attentati e la stampa minimizza. Le trattative del governo con i terroristi non sono condotte da una posizione di forza, piuttosto il contrario. ETA è tornata sullo scenario politico da protagonista e può di nuovo permettersi di dettare condizioni.
Zapatero dovrebbe ammettere di aver sbagliato a rompere il patto antiterrorista con i popolari e tornare sui suoi passi. Il problema è che non lo farà mai perché la sua è una presidenza ideologica, aliena alla realtà dei fatti. E i fatti dicono che il País Vasco e per estensione la società spagnola, continuano ad essere ostaggio dei terroristi e dei loro fiancheggiatori politici.

La Catalogna, forte dell'appoggio del governo centrale, ha proposto una drastica riforma dello Statuto. Abbiamo letto sul tuo blog aspre critiche a questo progetto. Cosa non ti convince e quali sono i rischi derivanti da un'approvazione del nuovo statuto catalano?


59_1 E' uno statuto di rottura dichiarata con la tradizione politica, territoriale, storica della nazione spagnola. La Catalogna si autodichiara nazione, pretende competenze esclusive su una serie di materie fondamentali, si autoassegna una potestà assoluta in ambito fiscale e giudiziario. Siamo oltre il modello confederale, e davanti ad un progetto chiaramente anticostituzionale. C'è di più: è uno statuto fortemente interventista, dai connotati smaccatamente socialisteggianti, un tentativo a tratti grossolano di affermazione e imposizione identitaria a scapito di chi non si conforma. Una riforma illiberale per sancire lo status quo nella Catalogna già socialnazionalista. Anche se non verrà approvato nel testo presentato a Madrid, lo statuto catalano aprirà un fronte di contrasto permanente all'interno della società spagnola.

In Italia Zapatero ha fatto proseliti e la strana coppia Boselli-Pannella ha santificato il premier spagnolo come esempio di liberalismo in Europa. Ci siamo persi qualche cambiamento nel significato del termine "liberalismo" o i leader della Rosa nel Pugno stanno prendendo una colossale cantonata?

La seconda. A volte i radicali vanno in confusione.

Matrimoni gay e rafforzamento dello stato laico sono due "conquiste" del governo socialista spagnolo. A destra è possibile incamminarsi verso riforme del genere che aumentino i diritti civili e diano maggiore autonomia rispetto alla Chiesa o queste sono prerogative della sinistra (in Spagna come nel nostro Paese)?

Afp64962501107194427_big_1 Personalmente non credo che il matrimonio gay rientri nella categoria dell'estensione dei diritti civili, così come dubito che lo scontro cercato con la Chiesa cattolica serva a far avanzare la società spagnola in questo ambito. Il ruolo della Chiesa, nonostante quel che si possa pensare, è molto più discreto in Spagna di quanto non sia in Italia.
E' vero che la destra spagnola non ha mai accettato di misurarsi sul serio con il "cambiamento sociale" di questo paese  ma  non credo che questo dipenda dal fatto che è strutturalmente incapacitata a farlo. Più semplicemente le sue priorità sono sempre state altre.

L'opposizione popolare ha recentemente mostrato i muscoli con oceaniche manifestazioni di protesta contro la riforma dell'istruzione e in precedenza contro i matrimoni gay. Eppure agli spagnoli Zapatero sembra piacere molto. Il centrodestra può tornare al governo o ci aspetta un'epoca di predominio socialista in Spagna?

Ultimamente alcuni commentatori (soprattutto italiani) hanno interpretato una serie di sondaggi non particolarmente favorevoli al governo come l'inizio di un declino del fenomeno Zapatero. La realtà è ben diversa: lo zapaterismo è profondamente radicato all'interno della società spagnola e i suoi esponenti possono permettersi il lusso di governare senza sentire il fiato sul collo dell'opinione pubblica. L'opera di disinformazione, propaganda o silenzio-assenso del sistema dei media (controllato nella sua quasi totalità dal Gruppo Prisa) contribuisce a completare il quadro. Temo che, in assenza di terremoti politici al momento difficilmente ipotizzabili, i socialisti siano destinati ad una lunga permanenza al potere.

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Commenti

1. cattolico, Giovedì 22 Dicembre 2005 ore 17:05

Forse Zapatero ha avuto successo perche' non si è abbassato i pantaloni di fronte alle menzogne americane, forse ha avuto successo perche' non ha creduto in una guerra sbagliata e piena di bugie, forse ha avuto successo semplicemente perche' , nonostante dissenta in pieno, ha anche avuto il coraggio, sicuramente eccessivo, di portare la SPagna su posizioni che , ahinoi, saranno quelle della maggioranza di ogni paese fra qualche anno.Basta vedere i matrimoni gay e tutto lo strascico che si sta avendo in tutti i paesi europei.Il fatto che se ne parli è già motivo di cambiamento.Chi prima, chi dopo.E Zapatero è stato abile a sfruttare,subito , la situazione di grande cambiamento generazionale e in particolare, morale della gioventu' attuale.

2. Gilgalad, Giovedì 22 Dicembre 2005 ore 18:11

Non penso proprio che lo sviluppo economico spagnolo sia dovuto ad Aznar. Ad Aznar si può attibuire con sicurezza solo una cosa: la bugia di stato con cui ha negato le responsabilità islamiche nella spaventosa strage dell'11 Marzo. Il governo Zapatero ha immediatamente arrestato i terroristi responsabili (e alcuni sono anche stati eliminati in una battaglia tra le forze di sicurezza e i terroristi).
E questo è tutto.

3. Domenico, Giovedì 22 Dicembre 2005 ore 18:54

"E questo è tutto" mi sembra un finale un po' troppo perentorio.
Non è mai tutto. Soprattutto in questo caso.
E sul miracolo economico spagnolo negare i meriti di Aznar è quantomeno ingiusto.

4. Fabio, Sabato 24 Dicembre 2005 ore 22:04

Un po di parte questa visione mi pare.
Condivido alcune idee sullo statuto catalano, il concetto di nazione Catalana proposto dallo statuto é inaccettabile, cosí come la forte decentralizzazione delle competenze.
Ma questo purtroppo é un problema che viene da lontano basta leggere Ortega y Gasset.

Vediamo gli altri punti:
Secondo Aznar e le dichiarazioni che ha sempre fatto e continua tuttora a rilasciare attraverso il suo centro studi (FAES)
gli attentati dell'11 di marzo, sono stati orchestrati dall'ETA, anche dopo gli evidenti risvolti delle indagini.
Questo non é un "problema di comunicazione" come si dice nell'intervista é che semplicemente non si vogliono ammettere i propri errori e si sta rasentando un delirio patetico.
Questo é uno dei motivi della perdita di popolaritá del partito popolare in Spagna a cui si devono aggiungere gli errori sulla gestione della Prestige e le forti collusioni con interessi immobilaristici a
livello locale (Madrid per esempio)
Gruppo Prisa: In totale lo spagnolo ha circa 6 (o sette dipendendo dalle regioni) canali televisivi a disposizione e solo uno é proprietá del grupo Prisa (Cuatro).
Dei quattro grandi quotidiani nazionali (el mundo, ABC, El País e la Razon) solo uno é del gruppo Prisa, gli altri sono tutti fortemente contrapposti al governo, sono di destra o centro-destra.
In spagna la radio ha un grande peso sull'opinione pubblica e qui il gruppo Prisa possiede una radio di carattere informativo (Cadena Ser) con altissimi ascolti, se non mi sbaglio poi il grupo Prisa
possiede un´altra emittente che emette solo musica (40 principales)
Dov´é lo strapotere informativo del gruppo? Vogliamo confrontarlo con una situazione che conosciamo meglio, come l'Italia per esempio?

La crescita economica della Spagna non viene da Aznar, io penso che dal processo della transizione (passaggio alla democrazia dalla Morte di Franco) c´é stata una giusta alternanza di governi di destra e sinistra che ha evitato un logoramento del potere, attribuire i meriti del miracolo economico spagnolo ai 2 governi (8 anni su 25 di democrazia) del governo di Aznar mi pare perlomeno presentare una visione di parte e semplicistica.
Tantissimi saluti

5. harry, Martedì 27 Dicembre 2005 ore 16:59

Complimenti, bella intervista!

6. Domenico, Martedì 27 Dicembre 2005 ore 17:03

Grazie. Tutto merito di Enzo! :)

7. Elena, Martedì 4 Aprile 2006 ore 16:01

Sono spagnola e non ci posso credere quanto ho letto...ma davvero si pensano queste cose in Italia? l'intervista era assolutamente partitista, per niente obbietiva. Chi ha detto che gli attentati dell'11 marzo sono stati organizzati per ETA? infatti, noi gli spagnoli per la prima volta ci siamo resi conto di quanto era successo: tutte le bugie del goberno per nascondere l'unica verità: la vendetta di Al-Qaeda come risposta per la nostra partizipazione nella guerra del'Iraq...una guerra che solo Aznar voleva, già che gli spagnoli eravamo usciti alle strade per dimostrare il nostro rifiuto a una guerra senza senso. Infatti, non si trattava di una guerra ma di un'invasione. Quindi, hanno nascosto i veri motivi dell'11 marzo attraverso i loro messaggi nei media nei quali assicuravano (mai avevano i dubbi, erano "sicurissimi")che indietra ci stava ETA. Da un'altra parte, Zapatero ha rifiutato il servilismo di Spagna rispetto agli Stati Uniti (cioè, dire sì sempre al signore Bush soltanto per ricevere aiuti in difesa e rapporti economici...come il petroleo dell'Iraq, ad esempio!):lui invece si è rivolto all'Europa. E tutto quello dei matrimoni gay..va be, penso che a noi spagnoli ci piace vedere come un goberno sembra preoccuparsi per i nostri diritti.

8. Elena, Martedì 4 Aprile 2006 ore 16:05

quando ho detto quello de "i nostri diritti" volevo dire i diritti del popolo spagnolo!! (non sia che uno mi dica che ho scritto quello xche sia gay...che non è cosi!non lo sono ma appoggio tutte le iniziative che significano più diritti per tutti!)

9. Francisco, Martedì 28 Novembre 2006 ore 11:23

Esta entrevista está totalmente manipulada. INCREIBLE

Meno male che la realtà parla da sola... :)


10. noelia, Mercoledì 4 Aprile 2007 ore 12:26

Esta entrevista es un monton de MIERDA. Como se nota que en Italia no hay cristo que le levante la voz a la Iglesia Catolica.

11. tipo styloso!!, Venerdì 24 Agosto 2007 ore 22:42

wow k styoloso k 6 enzo!!sai io nn ho letto nulla di cs hai scritto!!ho guarato sl le immagini!! è quella k mi ha colpita di + è stata quella del toro k inc... la mucca!!wow 6 veramente styloso!!

 

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