La questione catalana rischia sempre più di far sprofondare la Spagna nel baratro di una involuzione politica senza precedenti.
L’arresto del generale José Mena Aguado, colpevole di aver criticato el Estatut in maniera un po’ troppo autoritaria, è più di un campanello d’allarme per la giovane democrazia spagnola.
La decisione è stata presa dal ministro della Difesa José Bono (lo stesso che un mese fa era stato al centro di un imbarazzante misunderstanding con il ministro degli esteri) in accordo con il premier Zapatero.
Le parole di Mena Aguardo, effettivamente, erano state pesanti e preoccupanti: il generale paventava l’intervento dell’Esercito nel caso in cui la riforma statutaria catalana dovesse andare avanti.
Tuttavia l’arresto immediato (seppur domiciliare) mi sembra una misura eccessiva, una mossa che mira a zittire ogni tipo di critica, che vuol far capire all’opinione pubblica che il governo Zapatero andrà avanti nella riforma catalana, nonostante i problemi e i rischi che sta comportando per il futuro del Paese.
In più occasioni avevo esternato le mie preoccupazioni, i miei timori e i rischi istituzionali che la Spagna potrebbe correre a causa di questo dissennato progetto di riforma.
Le parole di Mena Aguado e il suo successivo arresto non fanno altro che confermare la mia facile profezia.
E il futuro non sembra più roseo: il governo Zapatero non ascolta le opinioni diverse dalle sue, non ha la minima intenzione di trattare e mediare per giungere perlomeno ad una soluzione condivisa.







1. Rosario Mastrosimone, Domenica 8 Gennaio 2006 ore 13:51
L'arresto per 8 giorni è previsto come sanzione nel caso di espressione pubblica di opinioni politiche da parte di militari. Piu' che una mossa per zittire le critiche, mi pare la banalissima applicazione delle regole sulla disciplina militare.
2. Domenico, Domenica 8 Gennaio 2006 ore 14:33
Nella situazione politica attuale sarebbe meglio che il governo Zapatero fosse un po' più elastico.
Già in numerose occasioni ha tirato troppo la corda rischiando di frantumare l'unità democratica spagnola.
Non è più tempo di colpi di mano. Una riforma dello Statuto catalano unilaterale sarebbe una sciagura per l'intero sistema sociale e politico spagnolo.